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Apuleio
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Lucio Apuleiocite-ref-2[2] (in latino Lucius Apuleius oppure Lucius Appuleius; Madaura, 125 circacite-ref-apuleio-3-0[3]cite-ref-apul-io-4-0[4]cite-ref-lucioapuleio-5-0[5] – Cartagine, post 170cite-ref-apul-io-4-1[4]cite-ref-lucioapuleio-5-1[5]), conosciuto semplicemente come Apuleio, è stato uno scrittore, filosofo e retore romano.
Contents
• Opere
• Fortuna
• Note
• Fonti
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Biografia
Nascita e formazione
Apuleio nacque a mwkgMadaura, un piccolo ma importante centro abitato della mwkwprovincia romana dell'mwlaAfrica proconsolare (oggi compreso nella mwlqprovincia algerina di mwlgSouk Ahras), intorno al mwlw125 d. C.. Ad Apuleio viene attribuito un mwmaprenomen, mwmqLucius, molto probabilmente derivante mwmga posteriori dal fatto che l'autore viene identificato con il protagonista del suo romanzocite-ref-apuleio-3-1[3]cite-ref-apul-io-4-2[4]cite-ref-lucioapuleio-5-2[5], chiamato appunto Lucio. L'appellativo di mwpwMadaurensiscite-ref-apuleio-3-2[3], invece, deriva dalla sua città natale.
La sua famiglia, d'etnia mwrqberberacite-ref-apul-io-4-3[4] (nella fattispecie per metà mwsgnumida e per metà mwswgetulacite-ref-apuleio-3-3[3]cite-ref-apul-io-4-4[4]cite-ref-6[N 1]), ma perfettamente mwwaromanizzatasi, era benestante ed influente: il padre fu, infatti, mwwqduumviro, la più alta magistratura municipale, e lasciò ai suoi due figli una consistente eredità di quasi due milioni di mwwgsesterzi; Apuleio consumerà la sua parte in viaggi.
«E anche altre coppe bevvi ad Atene: quella elaborata della poesia e quella limpida della geometria; quella della musica, dolcissima, e quella un po’ austera della dialettica; e infine la coppa della universale filosofia, davvero pari al nettare, di cui non ci si sazia mai»
(Florida, XX, 4)
S'interessa anche dei riti misterici: a Cartagine dei misteri di mwyaEsculapio, il corrispettivo romano del dio greco della medicina e della guarigione mwyqAsclepio, e ad Atene dei mwygmisteri eleusini.
(latino)
«utpote peregrinationis cupiens impedimentum matrimoni aliquantisper recusaueram»
(italiano)
«bramoso com'ero di viaggiare, respinsi per qualche tempo l'impaccio del matrimonio»
(Apologia o Pro se de magia, LXXIII, 7)
Apuleio fu un grande amante dei viaggi: brillante conferenziere e curioso d'ogni scienza, filosofia o culto, fu a lungo una specie di mwzqmwzgclericus vagans del suo tempo. Alcune tappe del suo pellegrinaggio segnarono, inoltre, particolarmente il suo vissuto e la sua sensibilità, come il soggiorno a mwzwRoma, in cui fu iniziato al culto di mwaaOsiride e di mwaqIside e intraprese con successo la carriera dell'avvocato, per proseguire per l'mwagEgitto, mwawSamo (isola natale di mwbaPitagora), mwbqGerapoli e l'mwbgOriente, dove approfondì la sua cultura filosofica e religiosa.
Il processo per magia e gli ultimi anni
(latino)
«
Aggredior enim iam ad ipsum crimen magiae
»
(italiano)
«Eccomi così arrivato all'accusa di magia»
(Apologia o Pro se de magia, XXV, 5)
Sulla via di mwcgAlessandria, Apuleio sostò a Oea (l'odierna mwcwTripoli), dove si imbatté in un vecchio compagno di studi, mwdaPonziano, che lo trattenne offrendogli ospitalità. La madre di Ponziano, Emilia Pudentilla, era vedova, non bella, ma particolarmente benestante e decise di sposare Apuleio, perché fidato amico e, in quanto filosofo, indifferente alla ricchezza. Apuleio, inizialmente ritroso, cedette alle insistenze della donna e i due si unirono in matrimonio. Dì lì a breve, però, Ponziano morì e i parenti di Pudentilla, per timore di perdere la ricca eredità, accusarono Apuleio di aver sedotto la vedova con incantesimi e magie per estorcerle il lascito, oltre ad accusarlo di aver ucciso Ponziano, senza prove a sufficienza. Dunque rimaneva l'accusa di magia, reato che veniva punito con la pena capitale, in osservanza della mwdqmwdglex Cornelia de sicariis et veneficis emanata dal mwdwdittatore Silla nell'mwea81 a.C.
Venne, dunque, avviato un processo a suo carico, celebrato a mwegSabratha, in mwewTripolitania, di fronte al mwfaproconsole romano mwfqClaudio Massimo, si suppone tra la fine del mwfg158 e gli inizi del mwfw159: anche grazie all'orazione difensiva, poi pubblicata col titolo di mwgamwgqApologia o mwggPro se de magia, Apuleio venne assolto, o almeno così si può dedurre dal tono trionfale nella stessa.
Grazie alle sue pubblicazioni, Apuleio riscosse grande fama di filosofo platonico e, ritornato a Cartagine, la sua gloria venne riconosciuta con la sua investitura a mwhasacerdos provinciae ("sacerdote della provincia"), una carica di grande prestigio religioso e civile, per cui gli fu affidato il culto dell'imperatore e di Roma, ma anche funzioni di governo e di rappresentanza. Sarebbe morto dopo il 170, più probabilmente prima del 180, visto che le mwhqMetamorfosi contengono allusioni o riferimenti ad un rescritto di mwhgMarco Aurelio e mwhwCommodo del mwia177.
Opere
Apuleio compose numerose opere, in versi e in prosa, in greco e in latino, ma molti dei suoi scritti sono andati perduti; quelli pervenuti sono mwiwmwjaLe metamorfosi e alcune opere filosofico-retoriche.
Le metamorfosi
L'opera maggiore di Apuleio è certamente mwlgLe metamorfosi, unico romanzo in lingua latina risalente all'epoca romana pervenutoci integralmente, noto anche, a partire da mwlwSant'Agostino, col titolo de mwmaL'asino d'orocite-ref-7[6].
Il romanzo è diviso in 11 libri e presenta notevoli somiglianze con un'operetta greca, mwngmwnwLucio o l'asino conservata tra quelle di mwoaLuciano di Samosata (il neosofista contemporaneo di Apuleio): le due opere probabilmente sono da ricondurre ad una fonte comune, oltre che al genere della mwoqmwogfabula Milesia, cui Apuleio fa spesso riferimento, fin dalle prime parole del proemio rivolte al lettore.
Opere minori
Opere filosofiche
Il mwqgmwqwDe deo Socratis ("Il demone di Socrate") è un trattato filosofico che esamina la teoria demonologica di mwraSocrate e ne espone una propria in modo articolato, in cui dèmoni assumono forma di intermediari tra gli dèi e gli uomini, gli altri due termini della tripartizione apuleiana delle nature animatecite-ref-8[7], e presiedono a rivelazioni e presagi. Come in mwsqPlutarco, i dèmoni sono intesi come entità positive, anime custodi e protettrici.
Dubbio è il mwswmwtaDe mundo ("L'universo"), rifacimento d'ispirazione mwtqstoica dell'mwtgomonimo trattato pseudo-aristotelico, risalente al periodo della giovinezza e, infine, il mwtwmwuaDe Platone et eius dogmate ("Platone e la sua dottrina"), sintesi della fisica e dell'etica di mwuqPlatone. Si suppone dovesse esser seguita da una trattazione logica, probabilmente mwugPerì hermeneias, anche se non quella che ci è pervenuta, in una serie di manoscritti a parte, con il nome di Apuleio stesso.
Opere retoriche
La mwvgmwvwApologia o mwwaPro se de magia liber è un discorso difensivo, successivamente rielaborato e diviso in due libri, pronunciato al processo per magia del 158. Costituisce l'unica orazione giudiziaria di età imperiale a noi pervenuta. L'orazione è suddivisa in due parti: nella prima, Apuleio si dedica ad un mwwqexcursus sulla magia affermando che per alcuni popoli il mago era considerato un sacerdote, mentre nella seconda parte ritorna sulla questione di Pudentilla e inizia la sua apologia spiegando la questione dal suo punto di vista. Per quanto riguarda lo stile, nell'opera si rintracciano tutte le tecniche compositive di Apuleio, ossia folgorazioni, sospensioni, parallelismi, allitterazioni e neologismi, con un largo uso dell'ironia e altre tecniche oratorie di gusto neo-sofistico. Per quanto riguarda i contenuti, lo scritto è fortemente autobiografico, grande fonte, quindi, di informazioni riguardo alla vita dell'autore. Il carattere autobiografico è, tuttavia, romanzato: la figura dell'autore appare emblematica, quasi mitica. L'orazione è incentrata a marcare la differenza d'intenti tra filosofia e magia: riflessione, purificazione e innalzamento spirituale, la prima; danno alle altre persone, la seconda.
Gli estratti sono così distribuiti: I. mwzaCaptatio benevolentiae al pubblico; II. Aneddoto su mwzqSocrate e discorso sull'importanza degli occhi come testimoni; III. mwzgMarsia; IV. Il flautista Antigenida; V. Inizio di una declamazione in un teatro; VI. Gli Indiani; VII. mwzwAlessandro Magno; VIII. Nobiltà di nascita e di rango; IX. Sui rivali declamatori di Apuleio; X. Sui demoni; XI. La mancanza di virtù (estratto frammentario); XII. Il pappagallo; XIII. Eloquenza e filosofia; XIV. Su mw0aCratete cinico; XV. Su mw0qSamo e mw0gPitagora; XVI. Discorso sulla sua statua in mw0wCartaginecite-ref-10[9]; XVII. A Scipione Orfito; XVIII. Discorso declamato a Cartagine; XIX. Sul medico mw2aAsclepiade; XX. Sulla cultura a Cartagine; XXI. Sulla fretta; XXII. Ancora su Cratete cinico; XXIII. Sulla moderazione.
Emerge, come si vede dagli argomenti, una grande varietà di tematiche, anche se vi è un maggior interesse per l'aspetto formale, in quanto Apuleio vuole ottenere il plauso del pubblico con uno stile ricco di metafore, similitudini, giochi verbali e aneddoti. Gli estratti XVI e XVII, inoltre, testimoniano l'impegno di Apuleio come avvocato forense durante la sua tarda permanenza a mw2gCartagine e richiamano lo stile oratorio esibito nel mw2wDe Magia.
Opere perdute e apocrifi
Ad Apuleio sono ascritte diverse opere andate perdute di cultura generale (mw3gQuaestiones conviviales, mw3wDe republica, mw4aDe proverbiiscite-ref-11[10], mw5qEpitome historiarumcite-ref-12[11]), scienza (mw6gDe arboribuscite-ref-13[12], mw7wDe piscibus, mw8aDe re rusticacite-ref-14[13], mw9qNaturales quaestiones, mw9gDe musica, mw9wDe arithmetica) e letteratura (mw-aLudicra, mw-qHymni in Aesculapium e mw-gCarmina amatoriacite-ref-15[14]. A queste opere vanno aggiunte una traduzione del mw-wmwaqaFedonecite-ref-16[15] e de mwaqumwaqyLa Repubblicacite-ref-17[16] platonici, la traduzione della mwaqsIntroduzione all'aritmetica di mwaqwNicomaco di Gerasacite-ref-18[17] e mwareHermagoras, ritenuto da molti un secondo romanzocite-ref-19[18].
Vi è, inoltre, in mwarcmwargcorpus di opere di discussa ascrivibilità (cosiddetto "Pseudo-Apuleio"), che si sospettano non autentiche ma solo legate alla fama di Apuleio come mwarktaumaturgo e guaritore. Tra queste, il trattatello di logica mwaroPerì hermeneias, mwarsPhysiognomonĭa, il dialogo mwarwAsclepiuscite-ref-20[19], mwaseDe remediis salutaribuscite-ref-21[20] e mwasyDe herbarum virtutibuscite-ref-22[21].
Il mondo poetico e concettuale di Apuleio
Il mwateII secolo, età in cui visse Apuleio, è segnato da una profonda crisi spirituale. Il mwaticosmopolitismo si afferma nell'Impero romano e decade il valore della mwatmcittadinanza romana, che legava il mwatqcivis romanus alla mwatures publica. Questa tendenza centrifuga favorisce un conseguente riflusso nel privato, concentrando l'attenzione sulle problematiche e sugli affanni che più interessano l'individuo, come la paura della morte e della perdita dell'«mwatyio». Per trovar conforto da queste angosce, l'uomo del II secolo adotta un atteggiamento sempre più rivolto al mwatcmisticismo, che interessa tutti i campi culturali.
All'interno di questo contesto, Apuleio aderì al mwatkmedioplatonismocite-ref-23[22], che ben incorpora tutte le tendenze della sua epoca e che riprende le mwat4dottrine non scritte di Platone. Esso, talvolta, si rivolge anche ad altre tradizioni di pensiero, come il mwat8pitagorismo e l'mwauaorfismo, che vertono su un forte misticismo in grado di spingersi oltre un'indagine puramente materiale della realtà. La componente mistica è fondamentale nella visione medioplatonica: essa è la via di separazione dal proprio corpo che costringe l'mwaueanima come in una prigione, e della conseguente ascensione verso il divino.
Apuleio dimostra la sua adesione a questa corrente filosofica in modi diversi. I primi riscontri si trovano nel trattato filosofico mwaumDe deo Socratis, che espone la sua visione filosofica in relazione a quella mwauqsocratica, quindi nella dottrina demonologica esposta da Apuleiocite-ref-24[23]. Allo stesso modo, manifestazione dell'affiliazione dell'autore col medioplatonismo è anche il suo forte interesse per la mwaukmagia, i rituali e i culti misterici. Gran parte della sua formazione è sicuramente dedicata, infatti, ai mwauomisteri di mwausEsculapio e ai mwauwmisteri eleusini. La stessa vicenda di Lucio, il protagonista de mwau0Le metamorfosi, riconosciuta come fortemente autobiografica, conferma la sua dedizione alla magia.
Di queste inquietudini è testimonianza anche il suo stile, da un lato manieristico, ad imitazione dello stile dell'mwau8età repubblicana (da qui, l'uso di termini, che si rifanno alla poetica di mwavaCatullo), e di arcaismi; dall'altro innovativo, con il ricorso a termini del dialetto latino africano e neologismi, ai quali si aggiunge l'uso di espressioni colloquiali e gergali.
Ne mwaviLe metamorfosi, si fa più marcata la distanza dal modello mwavmciceroniano di mwavqmwavuconcinnitas e l'avvicinamento ad una maggiore suggestività, realizzata attraverso la musicalità, il ritmo e le figure sonorecite-ref-25[24].
Apuleio è, inoltre, seguace della mwavsmwavwSeconda sofistica (conosciuta anche come mwav0Nuova sofistica o mwav4Neosofistica), un movimento culturale sviluppatosi in mwav8Grecia tra il mwawaII secolo e il mwaweVI secolo che riprende l'uso della dialettica e della retorica mwawisofistica nella forma, ma abbandonandone i temi filosofici ed etici nel contenuto. Apuleio si distingue, infatti, per la sua abilità retorica dandone prova nelle sue conferenze, in parte raccolte nei mwawmFlorida, risalenti all'epoca in cui era sofista itinerante, come nel discorso difensivo, rivisto e trascritto nellmwawq'mwawumwawyApologia, di quando è più maturo.
Fortuna
Apuleio godette di un'eccezionale fama già da vivo: sappiamo di due statue erettegli dai Cartaginesi e di altre anche altrove (ne parla lui stesso in mwawkFlorida 16), e disponiamo della lapide del basamento di una statua a lui dedicata dai suoi concittadini di mwawoMadaura.
L'Africa dell'ultimo paganesimo esaltò Apuleio per il profondo afflato religioso del libro X delle mwawwmwaw0Metamorfosi e per le sue virtù di mago e taumaturgo, contrapponendo i suoi miracoli, e quelli di mwaw4Apollonio di Tiana, ai miracoli di Cristo. All'inizio del V secolo Apuleio diventa bersaglio dell'mwaw8apologetica cristiana. La voce meno ostile è quella dell'africano mwaxaAgostino, che proprio a mwaxeMadaura studia fino ai sedici anni (mwaximwaxmConfessiones). Agostino non mostra di credere ad Apuleio mwaxqmago, né ai suoi miracoli (mwaxuEpistulae 138), rispetta e combatte l'Apuleio filosofo mwaxcneoplatonico e la sua teoria dei demoni, apprezza molto però lo scrittore e il retore e soprattutto mwaxgbattezza le mwaxkMetamorfosi col titolo mwaxoL'Asino d'oro, titolo con cui il romanzo è conosciuto nel Medioevo.
Per secoli di Apuleio si lessero solo le opere filosofiche, finché con l'mwaxwUmanesimo l'interesse si spostò sulle mwax0Metamorfosi. Il vero mwax4riscopritore delle mwax8Metamorfosi è mwayaBoccaccio, che copia il romanzo già intorno al 1338. La prima traduzione in volgare del romanzo apuleiano fu del mwayeBoiardo nel mwayiQuattrocentocite-ref-26[25], seguita dalla rielaborazione dei primi dieci libri dal mwaycFirenzuola col titolo mwaygL'Asino d'oro (1525). Non solo in Italia, ma in tutta l'Europa le mwaykMetamorfosi si diffusero in ottime e numerosissime traduzioni, esercitando un influsso senza confronti per vastità, consistenza e continuità sulle singole narrative nazionali: oltre alla novellistica, da ricordare anche i mwayoromanzi picareschi e, in mwaysetà romantica, quelli di magia e visionaricite-ref-27[26].
Note
Annotazioni
cite-note-6N 1. ↑ Apuleio stesso si definiva mwazc"seminumida et semigetulus", ovvero mezzo numida e mezzo getulo (mwazgApologia, 24).
Fonti
cite-note-11. Incisione dal mwaz8Crabbes Historical Dictionary, 1825.
cite-note-22. ↑ mwaammwaaqmwaauFrancesco Geraci: Lucio Apuleio Madaurense Oratore Awocato e Conferenziere. Pp. 247. Reggio: Giuli, 1935. Paper, L. 11.75., in mwaaycambridge.org. mwaacURL consultato il 23 maggio 2018.
cite-note-apuleio-33. ↑ citerefei-apuleioCarlo Landi, mwabemwabiAPULEIO, in mwabmmwabqEnciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1929. mwabuURL consultato il 23 maggio 2018.
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cite-note-87. ↑ mwad0Claudio Moreschini, mwad4mwad8La Polemica Di Agostino Contro La Demonologia Di Apuleio, in mwaeaAnnali della Scuola Normale Superiore di Pisa. Classe di Lettere e Filosofia, vol.mwaee 2, n.mwaei 2, 1972, pp.mwaem 583–596. mwaeqURL consultato il 9 aprile 2025.
cite-note-98. ↑ Cfr. l'edizione a cura di Francesca Piccioni, mwaegApuleio. 'Florida' , Introduzione, testo, traduzione e commento, Cagliari, University press letteratura, Cuec Editrice, 2018.
cite-note-109. ↑ Cfr. A. Toschi, mwaewApuleio neosofista. Discorso per la sua statua a Cartagine (Floridum 16)mwae0, Introduzione, testo, traduzione e commento, Parma, Università degli Studi, 2000.
cite-note-1110. ↑ Un brevissimo frammento in Carisio, in mwafeGramatici Latini, ed. Keil, vol. I, 240.
cite-note-1413. ↑ Una citazione in Palladio, I 35, 9.
cite-note-1817. ↑ COme testimoniato esplicitamente da mwahmCassiodoro, mwahqInstitutiones, II 4, 7 e da mwahuIsidoro di Siviglia, mwahyEtimologie, III 2, 1.
cite-note-1918. ↑ Sei brevissimi frammenti, di cui cinque, riferiti a un "primo libro", permettono di ipotizzare un'estensione in almeno 2 libri.
cite-note-2019. ↑ Versione latina di un trattato alchemico quasi del tutto perduto in originale. Il dialogo fu probabilmente attribuito al nostro autore per l'importanza che riveste Esculapio nella sua opere (cfr. mwah0Apologia, cap. 55; mwah4Florida, 18; mwah8De deo Socratis, cap. 15.
cite-note-2120. ↑ Un breve frammento di farmacologia botanica spesso riportato in appendice ai manoscritti della mwaimmwaiqNaturalis Historia di mwaiuPlinio.
cite-note-2221. ↑ Sul trattato relativo alle erbe, composto da 131 capitoli su piante officinali destinate alla cura di varie patologie, si veda S. Mattei, mwaikL'erbario di Apuleio platonico: un'ipotesi sulla datazione, in "Rivista di cultura classica e medioevale", Vol. 52, No. 1 (gennaio-giugno 2010), pp. 139-144, che lo data al tardo IV secolo d.C.
cite-note-2322. ↑ Si veda C. Schlam, mwai0Platonica in the Metamorphoses of Apuleius, in "Transactions and Proceedings of the American Philological Association", Vol. 101 (1970), pp. 477-487.
cite-note-2423. ↑ Cfr. B. M. Portogalli, mwajeSulle fonti della concezione teologica e demonologica di Apuleio, in "Studi Classici e Orientali", Vol. 12 (1963), pp. 227-241.
cite-note-2524. ↑ Cfr. L. Nicolini, mwajuAd (l)usum lectoris: giochi di parole nelle Metamorfosi di Apuleio, in "Materiali e discussioni per l'analisi dei testi classici", No. 58 (2007), pp. 115-179.
cite-note-2625. ↑ Su cui si veda E. Fumagalli, mwajkMatteo Maria Boiardo volgarizzatore dell'«Asino d'oro». Contributo allo studio della fortuna di Apuleio nell'Umanesimo, Padova, Antenore, 1988.
cite-note-2726. ↑ Sulla fortuna di Apuleio, si veda da ultimo mwaj0The Afterlife of Apuleius, a cura di F. Bistagne, C. Boidin, R. Mouren, London, ULP, 2021.
Bibliografia
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• Gigliola Maggiulli, M. Franca Buffa Giolito, mwakqL’altro Apuleio. Problemi aperti per una nuova edizione dell’Herbarius, Napoli, Loffredo, 1996.
• Alberto Toschi, mwakyApuleio neosofista. Discorso per la sua statua a Cartagine (Floridum 16), Introduzione, testo, traduzione e commento, Parma, Università degli Studi, 2000.
• Apuleio, mwakgLa novella di Carite e Tlepolemo (a cura di Lara Nicolini), Napoli, D'Auria, 2000. ISBN 88-7092-175-1.
• Claudio Marangoni, mwaksIl mosaico della memoria. Studi sui Florida e sulle Metamorfosi di Apuleio, Padova, Imprimitur 2000.
• Giuseppina Magnaldi e mwak0Gian Franco Gianotti (a cura di), mwak4Apuleio. Storia del testo e interpretazioni, Alessandria, Edizioni dell'Orso, 2004. ISBN 978-88-7694-445-1.
• Luca Graverini, mwaleLe Metamorfosi di Apuleio. Letteratura e identità, Ospedaletto, Pacini, 2007. ISBN 978-88-7781-869-0.
• Francesca Piccioni, mwalqApuleio. 'Florida' , Introduzione, testo, traduzione e commento, Cagliari, University press letteratura, Cuec Editrice, 2018.
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Collegamenti esterni
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• (EN) Apuleio, su Discogs, Zink Media.
• (EN) Apuleio, su IMDb, IMDb.com.
• mwalsOpere di Apuleio: testi con concordanze e liste di frequenza
• mwal0Apuleio, [Opere], Francofurti, in officina Wecheliana, apud Danielem & Davidem Aubrios, & Clementem Schleichium, 1621.
• mwal8Apologia d'Appuleio, Lisboa, 1859, presso la Biblioteca Nazionale del Portogallo